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Da sempre ci accomuna tutti.
Si staglia sopra di noi,
a volte azzurra, altre volte nera,
distesa di nuvole e stelle.
Gli uccelli, i suoi veri e unici padroni,
in stormi o solitari,
solo loro ne conoscono
rotte, correnti e confini.
Forse conoscono anche l'oltre,
che a noi è impedito esplorare.
Vaghiamo come pesci in una boccia,
senza meta né scopo,
non sappiamo dove andare
e non sappiamo il perché.
Tanti, nati sotto vetro,
si sono abituati
e non fanno domande,
vivono e basta.
Altri, inquieti,
guardano alle stelle
e ancora chiedono di poterle toccare.
Ma il cielo è troppo alto,
la gabbia ci intrappola,
il corpo ci limita.
Il pensiero invece segue le aquile,
oltrepassa confini.
Quello che vede nell'altrove, però,
non si può raccontare.
Lo si vive soltanto.
Lo si sente.
È un richiamo.